Era l’epoca di Bernini, del 1600. La chiesa si divertiva a commissionare opere religiose a grandi artisti il cui unico lavoro era eseguire l’opera d’arte che gli era stata richiesta. Ne uscivano opere meravigliose da vedere, immagini incredibili composte da mille colori.
Era il 1900, epoca di impressionisti, cubisti e futuristi. Tutti si divertivano a riprodurre la realtà in modo diverso, per manifestare i loro disagi e la nuova visione del mondo. Opere bellissime a vedersi talvolta composte da mille colori e idee paradossali.
Era il 2011, epoca di Poser, di artisti falliti, di pittori che si divertono a tirare vernice dove capita, di fotografi del corpo che si credono artisti ma che sono solo dei maiali, di compositori di materia che attaccano cartoni da imballaggio sul muro per studiare la reazione dei visitatori dei loro musei. Cose per niente belle da vedere, spesso monocolore e senza idee ma spinte solo dal bisogno di denaro.
Qualcosa forse è cambiato nei secoli…
L’arte una volta era semplicemente quella cosa bella da vedere che esprimeva le idee dell’artista e i suoi sentimenti, anche se questo stava dipingendo tutt’altra cosa. Era quella la capacità comunicativa dell’artista
Però qualcuno mi chiederà: “Ma come? Artisti come Lucio Fontana allora? E’ perfettamente riuscito ad esprimere la dimensione oltre la tela rompendone una”…

Tralasciando il fatto che sembra una figa, chiedo a tutti di immaginarsi la scena… Un bel giorno il signor Fontana, mentre pensava a qualche opera da dipingere, magari con qualcosa di appuntito in mano per sturare i suoi tubetti di colore, inciampa e rompe la tela. Nello stesso momento un suo amico, nonchè critico d’arte entra nella stanza e dice: Cos’è quello?” e lui risponde “E’ la mia ultima opera!”. Ecco la nascita di quella tela probabilmente, una trovata stupida e economica a cui non crede nemmeno l’artista stesso. Non è bella da vedere una tela rotta!
A questo punto qualcuno mi dirà “Ma ha un significato filosofico!”
Crediamo per un attimo a questa affermazione. La filosofia è già difficile da capire scritta in alcuni casi. Adesso, come per fare una foto è meglio una macchina fotografica che la fotocamera di un cellulare, per fare filosofia è meglio scrivere uno stracazzo di libro che andare a fare opere d’arte bruttissime no? Non rende meglio un libro?
Io non posso sopportare i difensori dell’arte contemporanea, tutte persone che fanno finta di essere superiori e di capirne qualcosa per far vedere che sei tu quello che non capisci e non sensibile all’arte, non loro che vogliono sentirsi intelligenti difendendo qualcosa che per la società è di somma cultura.
Intanto l’economia gira, chi compra questi pezzi per alzarne i prezzi, chi compra per far finta di essere un magnate dell’arte, chi per far girare un nome. E intanto l’arte scompare, tutti si credono artisti e invece sono solo una manica di esibizionisti che dei veri artisti delle epoche passate hanno solo il pennello in casa.
Io non voglio altri artisti o altra arte, non voglio che il concetto di arte sia allargato fino a poter dire è tutto arte. Non è vero, è solo sofistica questa, l’arte c’è ed è poca, se avete un po’ di pietà per questa vecchia signora, non confondetela con le vostre robacce, date un altro nome alle nuove opere…chiamiamole per esempio…vediamo…”spazzatura”.